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AGGIUS – La STORIA

AGGIUS – La STORIA

di Tonio Biosa

(2° parte)

 

Nel giugno del 1802 il notaio cagliaritano Francesco Cillocco e il vicario di Torralba Francesco Sanna Corda, riparati in Corsica dopo la fallita cacciata dei Piemontesi dall’isola (1796) da parte di Giovanni Maria Angioy, di cui erano ferventi seguaci. tentarono una spedizione in Sardegna pel affermarvi i principi della Rivoluzione Francese. Fidandosi della promessa, poi non mantenuta, dell’appoggio del pastore-bandito Pietro Mamia e di altri pastori del litorale, i due, con un manipolo di volontari, sbarcarono dalla Corsica nelle marine “aggesi” con l’intento di marciare alla volta prima di Tempio e quindi di Cagliari. Occupate le torri costiere di Isola Rossa, Vignola e Longonsardo, ingannati e traditi, il Sanna Corda morì da valoroso nella strenua difesa di quest’ultima e il Cillocco, riparato in uno stazzo, fu “venduto” alle truppe del governatore di Tempio, trascinato in catene a Sassari e giustiziato. Un mese dopo, il 12 luglio 1802, Il governatore di quest’ultima città, Placido di Savoia conte di Moriana, rinnovò con un pregone la minaccia di distruggere Aggius. «Contro i perfidi pastori di Agius - scriveva al fratello Carlo Felice, vicerè di Sardegna - si usi il massimo rigore, senza remissione. Quella sciagurata gente è ormai arrivata al colmo dell’iniquità. Esauriti tutti mezzi, rimane quello di ridurre in cenere quel villaggio, dividendosi gli abitanti in tante diverse popolazioni fuori della Gallura».

Ma in quel caso, più che le malefatte di banditi e contrabbandieri si vollero condannare le idee nuove, dirompenti e destabilizzatrici del potere monarchico e feudale che si volevano importare, attraverso la Corsica, dalla Francia post-rivoluzionaria. Mentre infatti il Sanna-Corda e il Cillocco erano andati generosamente a morire, il traditore Pietro Mamia, il pastore-contrabbandiere che favorì l’ingannevole loro sbarco in Sardegna, ebbe abbondantissimi sconti di pena per le sue notevoli e notorie nefandezze.

A conferma, così scriveva immediatamente dopo, nel febbraio 1793, il Vicerè al Vescovo di Tempio: «Savissima è l’Enciclica sparsa nella Sua Diocesi per impedire l’ingresso de’ scritti sediziosi di Corsica,  co’ quali si medita d’infettare il regno...»

Per tutto l’Ottocento il paese fu dilaniato da sanguinose faide tra famiglie, la più famosa delle quali, quella tra i Vasa e i Mamia, causò una settantina di morti e ispirò a Enrico Costa, scrittore sassarese, il romanzo “Il Muto di Gallura”, pubblicato a Sassari nel marzo del 1884. Paci solenni valsero però a ristabilire l’ordine e la situazione andò man mano normalizzandosi. Quella tra i Vasa e i Mamia fu celebrata, dopo lunga azione preparatoria, il 26 maggio 1856 con larga partecipazione di folla con venuta da ogni paese e contrada di Gallura.

Nel 1848, quel movimento che in Europa prese il nome di “primavera dei popoli” pare avesse investito anche Aggius. Che sarebbe divenuto “repubblica”. Per quarantott’ore!

Fu comunque in quell’anno che Aggius si affermò, per la legge elettorale ottobre 1848 n. 807, Municipio e poté riavere l’autonomia dell’amministrazione. Fino al 1833 infatti era ancora uno dei componenti del feudo di Gallura. Apparteneva ai marchesi spagnoli Rodriguez Fernandez dotati di diritto di vassallaggio. Ma il feudo fu ufficialmente riscattato nel 1839. Sempre nel 1833 il re Carlo Alberto di Savoia, con sua carta reale, accordò “un separato economico reggimento” ai comuni della Gallura, fino ad ora appartenuti alla provincia di Ozieri. La Gallura ebbe due dipartimenti, con Tempio e Calangianus per capoluoghi. Le province furono a loro volta divise in distretti o mandamenti: Aggius fu capoluogo di Mandamento e nel 1836 fu istituita la Giudicatura Mandamentale, ovvero la Pretura. Aveva competenza territoriale su Aggius e Bortigiadas.

L’indizione delle prime elezioni dei consiglieri comunali data 8 giugno 1850. Fino ad allora infatti essi, così come i sindaci, erano nominati tutti dall’alto e con l’elezione si rinnovava ogni anno un certo numero di componenti del consiglio. I votanti aventi diritto “come risulta dalla relazione dei signor Salvatore Biosa incaricato di tale operazione” (C.C. 9.7.1850) - erano 135 su una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti. I consiglieri da eleggere dovevano esser in numero di quattro. Si votò il 20 ottobre dello stesso anno, nella chiesa del Rosario. Fra tredici candidati risultarono eletti Cannas Giò Antonio, Addis Calzeghe Pietro, Malu Suelzu Giò Battista e Peru Giuseppe Andrea. I non eletti furono Peru Rev.do Giò Battista, Serra Rev.do Antonio, Muntoni Addis Giò Andrea, Peru Pietro Paolo, Pisanu Luca, Stangoni Brusgiasanti Pietro, Piga Pietro, Serra Pietro e Stangoni diacono Giò Andrea. L’ufficio elettorale era composto da: Rettore Leonardo Sechi, presidente, Sac. Giò Battista Peru, Avv. Salvatore Mura Moro, Diacono Giò Andrea Stangoni, Not. Francesco Muntoni, scrutatori, e “iniziando” Serafino Peru segretario.

Dopo le elezioni del 1850 pertanto il consiglio comunale risultava così composto: +Sebastiano Piga, ff sindaco, Notaio Francesco Muntoni, Nicolò Pirodda, +Giuseppe Andrea Peru, +Pietro Addis Calzega, Antonio Lepori Pirodda, +Andrea Bianco Rana, +Giò Pietro Addis Melaiu, +Giò Battista Malu Suelzu, +Nicolò Vasa Muntoni, Pietro Addis Mossa, Francesco Muntoni Peru, Antonio Addis Marnia e +Cannas Giò Antonio. La + sta evidentemente al posto della firma, Ciò che informa che numerosi consiglieri, fra i quali il facente funzioni di sindaco Sebastiano Piga, non sapevano scrivere. Probabilmente possedevano altre capacità.

A Sebastiano Piga fecero seguito, nella seconda metà dell’Ottocento, altri sindaci, da Nicolò Pirodda fino ad Anton Pietro Spezzigu, sindaco a cavallo fra Ottocento e Novecento.

La litigiosità deve esser annoverata fra le caratteristiche della vita politico-amministrativa aggese, terreno di scontro non solo di idee e di vedute ma sovente di contrapposizioni fra ceppi familiari. Essa viene da lontano. Nel 1870 infatti il consiglio comunale entrò in crisi: le elezioni furono rimandate forse per una mancata intesa nella formazione delle liste. Il consiglio venne sciolto e fu subito mandato un Commissario prefettizio e Delegato straordinario. nella persona di Giuseppe Floris Marini di Alghero. Alla fine dell’Ottocento i primi fermenti liberali e socialisteggianti fecero la loro comparsa anche qui, influenzando diverse persone fra le più in vista.

Da non dimenticare infatti che Giuseppe Garibaldi, durante la sua permanenza a Caprera, aveva annoverato fra gli aggesi molti amici. Questi tra l’altro l’avevano sostenuto nella campagna elettorale del 1870 che lo vide candidato ed eletto come membro, in rappresentanza del nord Sardegna, nel Parlamento dell’Italia unita con sede a Torino, capitale del Regno. Quel sostegno a Garibaldi, radicale e repubblicano, pare abbia determinato delle ripercussioni su Aggius, che si vide tagliato fuori dal tracciato della strada Sassari-Anglona Alta Gallura Santa Teresa. Che di fatto deviò verso Tempio, lasciando fuori il paese.

Nel 1893 alcuni giovani “liberali e veri patrioti” presentarono in Consiglio Comunale una petizione per l’apposizione di una lapide a ricordo e ad onore dell’Eroe dei due Mondi, morto undici anni prima, carico, se non di onori, di grande fama e carisma. La lapide campeggia nella facciata della Casa comunale e riporta l’epigrafe “Nel ricordo di Giuseppe Garibaldi ogni comunello italiano segua l’esempio” proposta dal consigliere G. Andrea Cossu e approvata dal consiglio comunale nella seduta del 20 Ottobre del 1893.

Nel 1902, Aggius, assieme a Sassari, Tempio e Castelsardo. entrò nel ristretto numero dei comuni della Sardegna, e dell’Italia, che presero parte alla fondazione, a Parma, dell’ANCI, l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani. Questa partecipazione non può non esser vista come un segno della vivacità e dell’orizzonte ampio dei reggitori della cosa pubblica di quel tempo. Per quella importante e storica ricorrenza saltò il mare - e non era certamente cosa né semplice né usuale - l’allora sindaco Anton Pietro Spezzigu “Cusciganu”.                                                                                                                                                                   (Continua – 3° Parte)