Torna Indietro 
  Paesi di Gallura >  AGGIUS >  Le Tracce del passato
   
   
   
 
AGGIUS – LE TRACCE DEL PASSATO

AGGIUS – LE TRACCE DEL PASSATO

di Tonio Biosa

 

Il  territorio di Aggius ha accolto abitatori sin dalle epoche più remote. Questi ne utilizzavano le caratteristiche svernando nelle zone prossime al mare e riparando poi verso l’interno per fronteggiare i disagi di estati secche e malariche. Ma anche, in epoche più o meno recenti. per sfuggire a incursioni di ospiti poco graditi clic giungevano dal mare, come i barbareschi e i saraceni.

Molte sono le testimonianze di tale presenza in ogni epoca: ripari sotto roccia utilizzati dai primi abitatori e, via via, fino ad epoche recenti, dai pastori; grotte, tafòni o conche usati come sepolture; circoli megalitici, appartenenti presumibilmente alla Cultura di Arzachena” nella zone di Pitrischeddhu, Paramuru, La Ciacca, Salvagnolu e Pianu, i villaggi prenuragici di Boda e Li Parisi-Monti Mazzoni, dei quali non esistono che dei resti di parti murarie in cima agli omonimi ammassi granitici, il nuraghe Izzana, imponente e maestoso, in buono stato di conservazione, celebre per la sua tholos. Nei pressi di Aggius passava una delle strade romane che, originandosi da Tibula (l’odierno territorio di Santa Teresa?), si dipartiva verso l’interno e il capo di sotto dell’isola.

In zone che conservano nomi da esse derivate — Monticareddhu, lu coddhu di la iddha”, presso lo stazzo di Scala - esistono i resti delle “villae” medievali di Monticarello e Scalia.

Nelle immediate vicinanze del paese inoltre sorgevano le chiese di SantAgata, Sant’Ubaldo, San Sebastiano e Santa Degna mentre nelle campagne sono ancora in auge, specie per le annuali feste, le cappelle della Madonna della Pace a Bonaita, San Lussorio (Santu Lusùnu), San Pietro, San Filippo, San Michele e San Giacomo, quest’ultima con annesso un piccolo e caratteristico camposanto.

Nelle vicinanze dell’abitato infine, in quelle aree coltivate ad orti, vigneti e frutteti, perdurano dei “lacchi” e dei “laccheddhi”, vasche e vaschette scavate nella roccia e adibite alla pigiatura dell’uva e alla raccolta del mosto. A testimonianza di un’intensa e antica attività vitivinicola della gente di Aggius.